L'isopensione sai cos'è?

Avrai sicuramente sentito parlare di quota 100 ma esiste anche una nuova alternativa, contina leggere e scopri cosa puoi fare. 

L'isopensione cosa devi sapere.

Ormai sappiamo che la ‘pensione di anzianità’ così come per lunghi anni l’abbiamo sognata,  ovvero i fatidici 35 anni di lavoro-e-contributi ed il raggiungimento dei 62 anni di età (o anche 40 anni di lavoro-e-contributi), non esiste più spazzata via dalla Legge Monti-Fornero che rivoluzionò completamente il sistema pensionistico. Forse fu la legge più odiata, fu allora fu necessaria per evitare al Paese una crisi economico-finanziaria di enormi proporzioni. 

Tuttavia dobbiamo almeno riconoscere che grazie alla sopra citata Legge si può ancor oggi pensare di ottenere una “pensione anticipata” ovvero al lavoratore sarà possibile di andare in pensione prima di aver raggiunto la soglia anagrafica (vigente al momento) a patto però che abbia raggiunto il numero di contributi richiesti (anni-lavoro-contributivi). Una delle vie che ci consentono di fare questa scelta è rappresentata dalla c.d. isopensione.  

Attenzione comunque perché in questo caso non si tratta di una scelta unilaterale, ma una soluzione che vede come attori importantiil lavoratore, l’Azienda  affiancata dai sindacati e l’INPS. Vediamo come.

Quando un’Azienda – che abbia un numero di dipendenti superiore a 15 unità - si trova in un momento di crisi dovuta, ad esempio, ad un eccesso di forza-lavoro rispetto alla sua capacità di produrre reddito o anche ad un invecchiamento della stessa forza-lavoro che impone una ringiovanimento dell’organizzazione, può far ricorso, appunto allo strumento dell’isopensione.  

Il ‘progetto’dovrà essere sostenuto da uno specifico accordo stipulato con le organizzazioni sindacali interne e successivamente approvato dall’INPS che dovrà verificare l’esistenza dei presupposti oggettivi sui quali si basa la ‘proposta’: composizioni numerica dell’organico,  situazione contributiva di ciascuno dei lavoratori interessati, e non solo.  

Una volta che l’INPS avrà comunicato la sua approvazione, l’Azienda può dar corso al ‘Progetto’ che prevede la fuoriuscita dei lavoratori nei tempie con le modalità tempi prestabilite.  

E’ importante ricordare che il lavoratore NON è obbligato ad aderire a quello che viene definito “uno scivolo pensionistico”.

Tuttavia l’isopensione i suoi vantaggi li presenta perché in base alle proposte avanzate dall’Azienda, al soggetto è consentito di andare in pensione ben 7 anni prima dell’età pensionabile. Ciò è valido se la scelta viene effettuata entro la fine dell’anno 2023 , vedi Legge di Bilancio 2021 e messaggio INPS nr. 227/2021; mentre precedentemente questa opportunità era data per soli 4 anni, come previsto dalla Finanziario del 2018, Art.1, comma 160.

Per contro, l’Azienda assume l’onere di corrispondere per l’intero periodo di durata del pre-pensionamento, ovvero dal giorno dell’esodo del lavoratore  fino alla maturazione dei requisiti affinché lo stesso abbia diritto alla pensione,  un assegno di esodo (che verrà corrisposto a partire dal mese successivo a quello della cessazione del rapporto).
E’ importante segnalare che l’assegno cui avrà diritto il lavoratore sarà pari     all’importo che egli riceverebbe dall’INPS dal momento in cui ha cessato il suo rapporto di lavoro, ma sarà inferiore a quello che riceverà al raggiungimento della pensione vera e propria.  

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La differenza è data dall’incidenza dellac.d. contribuzione correlata ovvero quell’importo che è ad esclusivo carico dell’Azienda quale contribuzione figurativa. Spetta all’Azienda l’onere di effettuare i calcoli, non semplicissimi, per determinare la retribuzione media mensile sulla quale saranno commisurati i contributi da versare, ma l’INPS dovrà validare questo calcolo onde evitare ‘errori’ che penalizzerebbero il lavoratore. Di tale importo (icontributi figurativi versati dall’Azienda) ne beneficerà il lavoratore al termine del periodo c.d. di scivolo. Da allora in poi, infatti, l’INPS effettuerà il ricalcolo contributivo complessivo per modificare, aumentandola, la pensione. 

La posizione di beneficio per il lavoratore è rafforzata anche dalla possibilità, per chi ne avesse i requisiti richiesti, di accedere ad un trattamento pensionistico diverso (di maggior vantaggio) rispetto all’isopensione; ad esempio optare (presentando domanda all’INPS) per la soluzione “opzione donna” (Legge di Bilancio 2022), oppure la famosa “quota 100” (dal primo gennaio 2022 sostituita con la “quota 102”) ect..

Infine, la Legge ha posto un altro paletto a difesa del diritto del lavoratore una volta che egli abbia effettuato la sua scelta di adesione è posto ed anche a tutela dell’INPS. Infatti, in presenza di una possibile futura insolvenza dell’Azienda, l’INPS può chiedere ad essa il rilascio di una fidejussione il cui importo è correlato al valore complessivo del Progetto di isopensione. Il ruolo dell’INPS è importantissimo per la valutazione dell’affidabilità del garante (chi rilascia la fidejussione). Qualora la fidejussione non fosse escussa, infatti, l’INPS sospenderebbe l’erogazione dell’assegno di isopensione ed inoltre non potrà accreditare - ovviamente – la contribuzione figurativa!  

Tutto quanto sopra riportato ha lo scopo di dare un indirizzo di scelta a colui che fosse interessato all’isopensione, ma non rappresenta necessariamente tutto quanto ci sarebbe da dire su questo interessantissimo ‘strumento’ (per esempio la mancata perequazione automatica della pensione) per cui – per completezza - si rimanda alle Leggi ed alle circolari INPS per definitiva completezza.